• Massoterapia
    Massoterapia Massaggio decontratturante,rilassante, sportivo etc. Linfodrenaggio
  • Terapia Fisica Strumentale
    Terapia Fisica Strumentale T.E.C.A.R. Terapia (l'unica con doppia piastra ed impedenzimetro) Tens, ionoforesi, laser ed ultrasuoni , elettrostimolazioni
  • Rieducazione Funzionale
    Rieducazione Funzionale Kinesiterapia Segmentaria Riabilitazione neuromotoria, respiratoria, cardiologica

Riscaldamento controllato e selettivo

In tutti gli studi sugli effetti terapeutici del calore l'iperemia indotta dall'innalzamento termico locale è stata
individuata come il fattore più importante. Lehmann ha quantificato l'entità dell'iperemia in funzione
dell'innalzamento locale di temperatura, evidenziando l'importanza di lavorare fra 41° e 45°C. Il margine di
efficacia e sicurezza è quindi stretto: occorre un sistema non solo capace di scaldare, ma anche accurato
nel controllare il riscaldamento. Per controllare il riscaldamento è necessario conoscere la distribuzione di
temperatura nel volume trattato, e quindi misurarla in un gran numero di punti, o almeno in un punto
significativo purché si disponga di un modello fisico-matematico sperimentato che aiuti a stimare i valori
raggiunti dove non è possibile effettuare misure dirette.

Raffreddare per riscaldare, due sorgenti di energia per una dose termica
programmata e ripetibile

Il calore trasferito ai tessuti direttamente dall'esterno per conduzione e convezione (sorgente esogena) non
ha capacità di penetrazione, quindi per andare in profondità è necessario ricorrere ad una sorgente
endogena, cioè una forma di energia adatta a raggiungere l'interno dei tessuti per poi convertirsi in calore.
Criteri di fattibilità e di compatibilità con le normative europee insieme ai risultati di approfondite esperienze
oncologiche, hanno indotto a scegliere l'onda elettromagnetica a 433.92 MHz.

Somma degli effetti di una sorgente esogena "raffreddante" (a) e una endogena riscaldante (b). Come si
vede in (c), la sorgente esogena abbatte la temperatura in prossimità della superficie, dove ha un forte
potere stabilizzante; quindi, a parità di temperatura superficiale, la sorgente endogena può esser fatta
operare a potenza molto maggiore che in assenza di raffreddamento. Così il calore viene portato più in
profondità e la curva ipertermica risultante è molto più dolce e prevedibile di quanto si può ottenere con una
sola sorgente.
L'onda si propaga dalla superficie dei tessuti verso l'interno, e mentre procede si attenua, cioè perde energia
elettromagnetica che viene trasformata in calore. Per il modo in cui è grossolanamente stratificato l'apparato
muscolo-scheletrico (pelle, grasso, muscolo, osso) e per il modo in cui è orientato il campo elettrico dell'onda
(prevalentemente parallelo agli strati), a parità delle altre condizioni accade che una maggior quantità di
energia viene depositata nei tessuti maggiormente irrorati di sangue e quindi più capaci di raffreddarsi
aumentando la perfusione. Tuttavia l'onda che attraversa gli strati più superficiali è ben carica di energia e
tende a depositarne in quantità; l'innalzamento di temperatura della zona superficiale sarà quindi maggiore
rispetto agli incrementi delle zone più interne. Questa inomogeneità può essere mantenuta entro limiti
accettabili aggiungendo una sorgente esogena ad alto potere stabilizzante, cioè si può sottrarre il calore in
eccesso sulla superficie mettendola in contatto con un liquido circolante a temperatura controllata: poiché
questo scambio termico si manifesta solo fino a profondità modesta (circa 1cm) il risultato è un livellamento
complessivo delle temperature, con un massimo localizzabile fra 2 e 4 cm sotto la superficie e livelli di temperatura terapeutici ancora fino a 6÷7 cm di profondità.

La possibilità di controllare la profondità della zona di massimo riscaldamento regolando la temperatura del
liquido di raffreddamento e la potenza dell'energia elettromagnetica permette di produrre e programmare la
dose di calore corretta
per la patologia e per il paziente.

Calore per guarire, un ruolo importante nel programma riabilitativo

L'ipertermia è ormai diventata il trattamento elettivo per alcune patologie fisioterapiche importanti
dell'apparato muscolotendineo, e gioca comunque un ruolo fondamentale integrandosi con le altre
metodiche nel più generale programma riabilitativo.
In particolare l'ipertermia viene applicata con successo nelle seguenti situazioni:

  • Riduzione della flogosi e della sintomatologia dolorosa da trauma Passata la fase acuta, l'ipertermia somministrata con cautela comincia a giovare in fase sub-acuta e risulta ottimale in fase sintetica e in fase di rimodellamento. 
  • Trattamento degenerazioni croniche.
    La possibilità dell'ipertermia di somministrare il calore in maniera controllata permette di eseguire trattamenti efficaci e ben dosati su un terreno particolarmente fragile e indifeso, con giovamento ampiamente documentato sulla sintomatologia dolorosa e quindi, sul recupero del movimento e dell'attività del soggetto. 
  • Recupero dell'estensione del movimento.
    L'associazione di ipertermia e stiramento meccanico mirato, facilita lo scorrimento atraumatico delle fibre collagene interessate aumentando l'arco del movimento ad esempio nella rigidità articolare, con successiva diminuzione della sintomatologia dolorosa. 
Categoria: Terapie

Cosa Curiamo

Riabilitazione Cardiologica

Riabilitazione Cardiologica
La riabilitazione cardiologica, cioè la riabilitazione dei pazienti con malattia cardiovascolare è definita come “la somma degli interventi richiesti per garantire le migliori condizioni fisiche,...
Read More...

Riabilitazione Respiratoria

Riabilitazione Respiratoria
La riabilitazione respiratoria è un programma multidisciplinare di cura per pazienti con disfunzioni respiratorie, programmato "su misura" per il paziente in modo da cercare di ottimizzare l'autonomia...
Read More...

Riabilitazione Neuromotoria

Riabilitazione Neuromotoria
La riabilitazione neuromotoria distinta in: estensiva
quale attività assistenziale complessa per pazienti che hanno superato la eventuale fase di acuzie e di immediata post-acuzie e che necessitano...
Read More...

Kinesiterapia Segmentaria

Kinesiterapia Segmentaria
La chinesiterapia (dal greco kinesi=movimento) consiste in un insieme di tecniche di mobilizzazione che hanno come obiettivo il mantenimento dell’elasticità dei tessuti molli, della libertà articolare...
Read More...